SIMONE LENZI – IN ESILIO

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Ogni famiglia ha un quarto di sangue oscuro, si tramanda di generazione in generazione. Chi pure abbia trovato pace e serenità deve sapere che il quarto di sangue oscuro gli scorre nelle vene e basta poco perché torni a reclamare il diritto ereditario sulla sorte di ogni uomo. Ne è convinto il protagonista di questa storia, un cinquantenne livornese che, con la moglie, decide di ritirarsi in campagna per stare lontano da una società in cui non si ritrova più. D’altronde, quando ripercorre la vita dei suoi parenti favolosamente eccentrici, come il Cugino L., in piedi dietro al bancone del bar dalle sei del mattino fino a mezzanotte, a servire clienti con i quali non ha mai scambiato una parola perché “non aveva niente da dire”, o il Cugino S., fuggito dal seminario per chiudersi in una stanza senza cibo né alcun tipo di conforto, ne è certo: la stranezza attraversa i rami dell’albero genealogico della sua famiglia. Non c’è da stupirsi, quindi, che a lui sia riservata la fine che sta facendo, in esilio, lontano da tutti. Simone Lenzi ci conduce nelle stanze intime della memoria, dove si celano i segreti dell’esistenza. Abile ritrattista di tipi umani, con colori accesi e sfumature intense scava nella quotidianità di tre generazioni, scardinando i paradigmi della letteratura contemporanea.

LUCA BEATRICE | CANZONI D’AMORE

canzoni d'amore

 

La musica che ascoltiamo è rivelatrice dei tempi che stiamo attraversando: parte da questa suggestiva teoria l'affascinante viaggio nella storia del nostro paese in cui ci conduce Luca Beatrice. Una canzone per ogni anno, o quasi, dai Sessanta a oggi, per costruire una storia della vita sentimentale degli italiani. Cambia la società, cambiano gli equilibri economici, i valori e le convenzioni, e di pari passo cambia il modo in cui si vivono e si raccontano le storie d'amore: dagli anni del boom economico, in cui dietro famiglie modello si celano spesso relazioni clandestine come quelle evocate nel "Cielo in una stanza", agli anni Settanta, in cui Guccini racconta con "Eskimo" un nuovo rapporto di coppia, trasformato dalla rivoluzione sessuale, passando per la solitudine femminile messa in scena nell'"Appuntamento" di Ornella Vanoni e per l'amore tra adolescenti raccontato da Mogol e Battisti nella "Canzone del sole". Negli anni Ottanta Luca Carboni canta il bisogno di libertà, trasgressione e passione dei ventenni, nei Novanta l'indie rock degli Afterhours dà voce ai trentenni inquieti che vivono amori ai limiti, "amori molesti". Poi arriva il rap arrabbiato e provocatorio di Fabri Fibra, e infine l'estetica hipster e rétro degli anni Dieci, con lo struggente romanticismo di ritorno dei Thegiornalisti. Endrigo, Celentano, Vecchioni, Gaber, Dalla, e poi Gianna Nannini, Renato Zero, Vasco, De Gregori, Zucchero, Mia Martini e ancora Jovanotti, Laura Pausini, gli Articolo 31, Ligabue, gli 883, Battiato, Tiziano Ferro, i Negramaro, Elisa, i Subsonica, Marracash: sono solo alcuni dei nomi che compongono questo straordinario canzoniere d'amore, in cui l'autore si mette in gioco anche in prima persona ripercorrendo la sua educazione sentimentale e indagando com'è cambiato nel tempo il suo modo di vivere le relazioni d'amore e gli affetti familiari.

Davide Enia | Appunti per un naufragio

Appunti per un naufragio

 

In questo romanzo autobiografico ambientato a Lampedusa, Davide Enia racconta in forma corale diversi naufragi. Il primo è quello di chi, solcando la superficie della morte, attraversa il Mar Mediterraneo in condizioni al di là di ogni immaginazione. Speculare a questo è il naufragio di chi li accoglie, sul confine di un’epoca e di un continente. Nel mezzo c’è l’autore stesso, il rapporto con il proprio padre, con la scoperta di ciò che accade davvero in mare e in terra, con il naufragio delle parole che si inabissano nel tentativo di raccontare la complessità del presente. A partire da una forte esperienza, dal toccare con mano la disumana tragedia degli sbarchi, Enia dà voce ai volontari, agli amici d’infanzia, alle testimonianze dei ragazzi che approdano miracolosamente sull’isola. E mette a nudo le conseguenze emotive di questa realtà toccante e sconcertante, soprattutto nel rapporto con il padre, medico da poco in pensione, che accetta di fare con lui questo viaggio. Ritrovarsi assieme a testimoniare il dolore collettivo e quello privato della malattia dello zio forgia un nuovo e inedito dialogo, reinventa un rapporto, sostituisce con le parole il silenzio del passato.

 

«Ho frequentato Lampedusa per anni. Ho visto sbarcarvi qualche migliaio di persone, ho incontrato il personale medico e gli uomini della Guardia Costiera, ho mangiato a casa dei residenti, sono uscito in barca con i pescatori, ho ascoltato ragazzi sopravvissuti alla traversata e ho dialogato con i testimoni diretti». In Appunti per un naufragio pulsa la vera storia di persone diverse, accomunate dall’esperienza diretta della fragilità della vita, che come una rivelazione impone una riscrittura della propria esistenza e spinge ognuno verso un nuovo approdo, verso l’ascolto e la scoperta dell’altro.

Giosuè Calaciura | Il tram di Natale

Il tram di Natale

 

Un tram, che si fa immaginare come isola di luce nel buio della notte di Natale, viaggia nell’estrema periferia. Dentro porta un mistero, fragile e abbandonato. Salgono povere persone che hanno finito la giornata. La prostituta deportata dall’Africa, il suo disgraziato cliente, il clandestino che vive di espedienti, l’artista vinto dalla malattia, l’infermiera assediata dalla solitudine, il ragazzo che non riesce a mettere insieme la cena per la compagna e la figlia. Vanno verso la notte di vigilia che li aspetta, o che semplicemente non li aspetta. Ciascuno porta con sé, nei pensieri, nel ricordo, sul corpo, una storia diversa e complicata, che parla di loro stessi e di altri, ma pur sempre impastata di impotenza e di rabbia. Ma quel mistero gettato in fondo ai sedili, dietro la cabina dell’autista assuefatto all’indifferenza, li raccoglie tutti insieme, come un presepe viaggiante, miraggio di salvezza. Per quanto ognuno di loro senta che non c’è salvezza fuori da quel tram di Natale. Nella sua prosa fortemente lirica, che ha la capacità di modularsi ai momenti del racconto, quasi di musicarli, Giosuè Calaciura con gli strumenti della letteratura ci restituisce l’urgenza, la profondità e le contraddizioni del nostro tempo. Alla Dickens (il cui Canto di Natale questo racconto apertamente richiama), senza timidezze nel mettersi decisamente dalla parte della denuncia e dell’impegno.
Lo scopo è quello di affermare che la società ha una sostanza umana irrinunciabile e di mostrarne il tenace desiderio di esistere. Così, libro dopo libro, Calaciura va componendo un romanzo delle strade che non hanno nome.

Dario Voltolini | Pacific Palisades

Pacific Palisades

 

L'idea è semplice quanto potente: c'è uno scambio di amore e dolore tra noi e il mondo, tra noi e gli altri; e questo scambio avviene attraverso il muro che ognuno di noi è. Il baluardo è anche una valvola, un filtro: una palizzata pacifica. Dario Voltolini, una delle figure più originali e orgogliosamente isolate della letteratura italiana, ha scelto la forma del racconto in versi per rendere, in compagnia del lettore, un viaggio intimo e universale attraverso il tempo e le parole.
“L'onda scende negli anni, spostandosi all'interno delle persone. Dolore, orrore e amore, generazione di generazioni, soffia come un vento attraverso le vene del tempo e ti chiedi se sia il vento stesso, o uno stile diverso di movimento, che ci fa vivere nell'immaginazione in orbite da cui possiamo sbirciare”.
Concentrando sulla pagina le persone a lui più care e le loro storie, Voltolini ha immaginato un dialogo tra i viventi e i morti, creando una nuova prospettiva: ognuno di noi conserva in noi stessi, non solo il nostro passato ma anche - forse principalmente - tutto ciò che è andato avanti a noi. Da questo testo Romaeuropa Festival presenterà in vari teatri una lettura di Alessandro Baricco alla musica di Nicola Tescari.

Fabio Genovesi | Il mare dove non si tocca

Il mare dove non si tocca

 

Il mare dove non si tocca si legge d’un fiato e resta per sempre nel cuore, insieme alla voce unica del narratore, un ragazzo con la testa piena di domande e il cuore traboccante di storie. Fabio ha sei anni, due genitori, e nove nonni. Nove, perché è l'unico bimbo della famiglia Mancini, e i tanti fratelli del suo vero nonno -uomini solitari, impetuosi e pericolosamente eccentrici - se lo contendono per portarlo a caccia, a pesca e coinvolgerlo in mille altre attività assai poco fanciullesche. Così Fabio cresce senza frequentare i suoi coetanei, e il primo giorno di scuola sarà un concentrato di sorprese scioccanti: i suoi compagni hanno molti giocattoli e pochissimi nonni, e si divertono tra loro con giochi strani dai nomi assurdi - nascondino, rubabandiera, moscacieca. E infine, la scoperta più allarmante di tutte, sulla sua famiglia grava una terribile maledizione: tutti i maschi che arrivano a quarant'anni senza sposarsi impazziscono. I suoi nonni-zii sono lì a testimoniarlo. Per fortuna accanto a lui ci sono anche un padre taciturno ma affettuoso, la mamma, la nonna e una ragazzina molto saggia che va in giro vestita da coccinella. Una famiglia caotica che pare invincibile, finché qualcosa di totalmente inatteso accade e sconvolge ogni equilibrio. Giorno dopo giorno, dalle elementari fino alle medie, Fabio cercherà il sempre precario equilibrio tra un mondo privato popolato di storie, pieno di avventure e animato d'immaginazione, e il mondo là fuori, confinato in mille regole opprimenti e dominato dalla legge del più forte. Tra inciampi, amori improvvisi e incontri straordinari, in un percorso di formazione rocambolesco, poetico e stralunato, Fabio capirà che le stranezze sono il nostro inesauribile tesoro di unicità, e giungerà a scoprire la propria vocazione di narratore perdutamente innamorato della vita.

Marco Presta | Accendimi

Accendimi

 

Caterina ha una pasticceria. E ha un fidanzato medio, delle amiche medie, una vita media. È insomma serenamente disperata, fa parte del grande fiume d'insoddisfatti che tutti i giorni, da ogni parte del mondo, riceve milioni di affluenti. Poi una voce le parla dalla radio, sembra rivolgersi solo a lei e dice cose bellissime che sono come un terremoto. Nasce a poco a poco un sentimento che assomiglia in maniera preoccupante all'amore, «quello stato tragico e soave in cui riusciamo a sospirare davanti a un passo carrabile».
Sacher, Mimose, Millefoglie, Charlotte...
La pasticceria di Caterina addolcisce le pene di molti, con le sue maestose cattedrali di zucchero. Ma la prima che avrebbe bisogno di dolcezza è proprio lei, Caterina, che si sente sola anche se la sua vita sentimentale è «intasata come una litoranea in agosto». Giancarlo, il fidanzato, è un commissario di Polizia che non sa infiammarle il cuore, le amiche si ricordano di lei raramente e Vittorio, il fratello, ha il singolare talento di mettersi, e di metterla, nei guai. Finché un giorno Caterina non trova nel retrobottega del negozio una radio, «un modello degli anni Settanta, un cubo arancione con tanto di antenna». Il primo miracolo è che dopo tutti quegli anni funzioni ancora. Il secondo è che la voce che parla da lí dentro parli a lei, a lei e a nessun altro. E dica cose che a poco a poco la conquistano, mettendole a soqquadro la vita. Marco Presta ci racconta da par suo, attraverso una scrittura comica ma alta, controllatissima, la storia di una giovane donna che trova, letteralmente, l'amore nell'aria. E pagina dopo pagina fa un incantesimo alla portata di chi ha la fantasia all'altezza del cuore.

Simonetta Agnello Hornby | Nessuno può volare

Nessuno può volare

 

Quando si nasce in una famiglia come quella di Simonetta Agnello Hornby, sin da piccoli si cresce con la consapevolezza che si è “tutti normali, ma diversi, ognuno con le sue caratteristiche, talvolta un po’ ‘strane’”. Attraverso una serie di ritratti sapidi e affettuosi, facciamo così la conoscenza della cugina Ninì, sordomuta (“Ninì non parla bene,” si spiega agli estranei), dell’amata bambinaia ungherese Giuliana, un po’ zoppa, del padre con una gamba malata, e della “pizzuta” prozia Rosina, cleptomane – quando l’argenteria scompare dalla tavola, i parenti le si avvicinano di soppiatto per sfilarle le posate dalle tasche, piano piano, senza che se ne accorga, perché “la zia non deve sentirsi imbarazzata”… E poi naturalmente conosciamo George, sia attraverso le parole di sua madre – non è facile accettare la malattia di un figlio, eppure è possibile (la chiave sta proprio nel titolo: “nessuno può volare”) –, sia grazie alla sua voce, che si alterna come un controcanto ironico (cento per cento british), ma deciso nel raccontare i tanti ostacoli di chi si muove in carrozzina. E proprio come Simonetta con le storie di un tempo passato ci regala uno sguardo insolito e genuino sul mondo, così anche George, a cui quindici anni fa è stata diagnosticata la sclerosi multipla, ci consegna un punto di vista diverso da cui osservare le città che abitiamo, le persone che ci circondano e noi stessi. “Come, accanto ai colori dell’arcobaleno, lo spettro cromatico della luce ha altri colori invisibili a occhio nudo, così io vorrei che questo libro potesse aiutare i lettori a vedere lo spettro diverso in cui la nostra società si compone.”

Ilaria Bernardini | Faremo foresta

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La storia incantevole di due donne che hanno superato la paura e il dolore coltivando insieme una foresta urbana. Una ricetta universale per quando la vita si sente sterile. Un racconto botanico sulla vicinanza e la cura.
Anna sta piangendo la fine del suo amore – lei e il papà di Nico si stanno lasciando – quando incontra per caso Maria. Mentre chiacchierano, Maria comincia a stare male, molto male. Anna chiama i soccorsi, più tardi si scoprirà che ha avuto un aneurisma. Trascorreranno insieme una lunga estate di convalescenza, ma come si fa a reimparare a vivere dopo aver capito quanto vicina è la fine? Attorno alle due donne solo siccità e paura, persino le piante sul terrazzo della casa di Anna sono tutte mezze morte. Finché cominciano a occuparsene insieme e mentre le piante crescono rigogliose, le due iniziano a conoscersi, a prendersi cura l’una della solitudine dell’altra, e, proprio come il terrazzo, anche questa storia si trasforma in una foresta, così gioiosa e selvaggia da contenere le vicende di tutta l’eccentrica famiglia di Anna, così estesa da arrivare fino a Londra, dove vive il suo nuovo amore. Ilaria Bernardini ha attinto a una vicenda privata – la malattia, la fine di un matrimonio, un bambino da proteggere – per dar vita a un universo poetico potentissimo, in cui le parole germogliano come rami e foglie.

LAURA MARTINETTI & MANUELA PERUGINI | NIENT’ALTRO AL MONDO

Nient'altro al mondo

 

A volte la vita dà a due persone la stessa esperienza allo stesso tempo. Questo è quello che succede ad Alma e Maria, che scoprono entrambe di essere incinte negli stessi pochi mesi. Sono a diversi stadi della loro vita, ma improvvisamente le loro vite sembrano molto simili. Lo hanno sentito molte volte in passato. Erano compagne di scuola alle superiori, e da allora hanno condiviso molte esperienze, si sono confortate a vicenda quando erano infelici e hanno riso insieme alle stesse cose, anche se ora vivono distanti e hanno percorso strade diverse nella vita. Ora hanno entrambe sentito la notizia che cambia tutto, il tipo di notizie che si desiderano ardentemente ma che, quando lo senti, riempie di paura e allarme. Ma le loro esperienze si spostano presto in direzioni diverse: il sogno di Alma va avanti di mese in mese, mentre Maria termina una fredda giornata autunnale, lasciando un terribile senso di vuoto. Questo è il momento in cui la loro amicizia ha bisogno di mostrare la sua forza. Ognuno deve trovare spazio per l'altro, sopprimendo il proprio dolore o gioia. Perché il dolore e la gioia possono unirsi, cambiare posizione e sorprendere. Le persone possono essere fragili e forti allo stesso tempo. Alma e Maria scoprono quanto è difficile esprimere i propri sentimenti più profondi.
Ma non è così difficile se l'altra persona è qualcuno che può ascoltare, qualcuno che lo ha fatto per anni senza chiedere nulla in cambio. Qualcuno che ti fa sentire che nient'altro al mondo conta fuorché te.
Alma e Maria apprendono dall'esperienza che la maternità è un viaggio attraverso il mondo esterno, ma anche attraverso le loro vite interiori, qualunque sia il suo risultato finale, e quali ostacoli si presentano. Ci sono infiniti modi di essere madre, amica o donna.
Questo primo romanzo, scritto da due autrici, è sia abile che profondo. Riesce a tuffarsi fino all'origine delle emozioni, portandole in superficie e dando loro un nome. È una storia sulla maternità e l'amicizia, su cose non dette che si fanno chiaramente sentire, su scelte forzate che aprono strade inesplorate. È una storia in cui due donne guadagnano la forza per affrontare le incertezze del destino sapendo che stanno camminando mano nella mano.