BARBARA FRANDINO

BIOGRAFIA

Barbara Frandino è stata giornalista del quotidiano la Repubblica, sceneggiatrice per cinema e televisione, autrice di documentari e di programmi radiofonici per la Rai.
È un’insegnante di yoga e scrive libri per bambini e ragazzi.
Per l’editore Salani ha pubblicato Jason – Le avventure di un supereroe paurosamente umano (2016).
È coautrice di libri editi da Feltrinelli nella collana Save the parents: 66 mostri, fate, eroi, miti e altre complicazioni (2012), Adesso però dormi, per l’amor del cielo! (2012), I superpoteri dello yoga per andare bene a scuola (2013).
Fabbri Editori ha pubblicato, nel 2017, il suo ultimo libro Che Paura – Guida per fabbricare coraggio e affrontare ogni mostro.
Nel 2020 ha pubblicato per Einaudi È quello che ti meriti.

PUBBLICAZIONI

Titolo:
Che Paura!
Casa editrice:
Fabbfri Editori
ISBN:
9788891525673

È vero che quando i genitori si separano devono dividersi tutto, anche il gatto, e che quindi a mamma potrebbe andare il muso e a papà la coda? E che una volta un bambino ha messo la mano nel buio e non l’ha più ritrovata? I bambini possono avere tante paure: di perdersi, di diventare grandi, del divorzio, di essere giudicati, dei compiti. La paura è un’emozione normale, che va rispettata, perché serve a metterci in guardia contro i pericoli. Ma è anche un’arma a doppio taglio: la mente, a volte, non fa differenza tra una preoccupazione reale e una inutile. In questo libro, ogni paura è rappresentata da un mostro, con un vero e proprio identikit. Per affrontare il nemico bisogna prima riconoscerlo, e poi avere a portata di mano qualche piccolo trucco per difendersi…

Titolo:
È quello che ti meriti
Casa editrice:
Einaudi
ISBN:
9788806246525

Un matrimonio ferito e ostinato è una perfetta bomba a orologeria. È un duello in cui il cuore e la testa hanno sempre lo stesso peso, e l’intelligenza può perfino complicare le cose. Quali piccole e grandi crudeltà ci si può infliggere quando si sceglie di restare nonostante tutto, mentre la fede nuziale rotola nella tasca dei jeans e poi nel cassetto delle posate? La rabbia è una passione, e la violenza del tempo che Claudia e Antonio vivono insieme, anche quando si tratta di un tempo immobile, è capace di sconvolgere entrambi, trascinandoli verso un finale imprevedibile, quasi noir. Perché ci sono due misteri da risolvere, in questo libro. Uno è sentimentale: che cos’è questo amore? Qual è la sostanza che tiene legate due persone in bilico tra il bisogno reciproco e il desiderio di vendetta? Ma l’altro mistero riguarda una colpa che non può essere nascosta per sempre.

Lui è in cima a una scala appoggiata a un albero del giardino. Improvvisamente la scala oscilla, lui cerca un appiglio tra i rami e non lo trova. Lei osserva quella schiena flettersi all’indietro, quelle braccia che ruotano nell’aria. Lui precipita a terra, non si rialza. I soccorritori lo legano alla barella, lo caricano sull’ambulanza e chiedono a lei di salire. Ma lei rientra in casa, si sfila il maglione e si mette a riordinare. È cosí che comincia questo potentissimo romanzo capace di ribaltare con forza tutti i luoghi comuni sull’amore. Puntando impietosamente la telecamera sulla ferocia che la delusione e l’offesa possono generare in una coppia. Quando lui, dopo l’infarto, torna dall’ospedale, tutti e due – come tenuti insieme da una colla invisibile – devono affrontare il dolore e i loro lati oscuri. L’unico linguaggio comune sembra essere fatto di poche parole fraintese e di molti gesti che nascono come carezze e finiscono per assomigliare a schiaffi. Un’escalation di crudeltà che lascia senza fiato. Barbara Frandino costruisce, scena dopo scena, un distillato d’intelligenza che arriva a toccare le nostre corde piú profonde grazie alla scelta di una voce femminile lucidissima e spietata, che procede per sottrazioni e smottamenti. È attraverso quella voce e attraverso gli occhi di Claudia che il lettore decritterà il doppio mistero del libro. E troverà qualcosa che lo riguarda da molto vicino.

EDIZIONI ESTERE

Diritti di traduzione:
Bertrand Editora (Portugal)