MARCO FILONI

BIOGRAFIA

Professore associato di Filosofia politica e responsabile di Treccani Libri. Ha lavorato in varie università e alle pagine culturali di diverse testate. Consigliere scientifico di «Limes», scrive per «Tuttolibri» e «Il Venerdì di Repubblica». Fra i suoi ultimi libri, tradotti in varie lingue: Anatomia di un assedio. La paura nella città (2019); Inciampi. Storia di libri, parole e scaffali (2019); Lo spazio inquieto (2014); Kojève mon ami (2013); Il filosofo della domenica. La vita e il pensiero di Alexandre Kojève (2008).

PUBBLICAZIONI

Titolo:
Anatomia di un assedio
Casa editrice:
Skira
ISBN:
9788857240848

“Abbiate paura, noi faremo il resto”.

La massima di ogni regime autoritario che si rispetti sembra oggi risuonare, fragorosa, nelle nostre democratiche e libere società occidentali. Abbiamo sempre più paura: una paura antica, profonda, che ci assedia nelle nostre case, nelle strade delle nostre città, in ogni angolo di questo nostro mondo. E non importa quanto ci attrezziamo per difenderci, quanti muri costruiamo e quanto più strette rendiamo le nostre frontiere: la paura, questa amica indesiderata, è sempre lì. Con noi, in noi.

In un raffinato gioco di rimandi alla letteratura, alla storia e alla filosofia, in queste pagine la città emerge in tutta la sua ambiguità: luogo di fascinazione e insieme di violenza sul quale proiettiamo il nostro miraggio: l’illusione di una raggiunta incolumità dal terrore, un riparo sicuro che sicuro non è.

Perché la città è intimamente legata a un patto fondato sulla paura. Inutile lamentarsene, non possiamo farci nulla, se non una cosa, una soltanto, come attestano queste pagine: farci i conti.

Titolo:
Il calcolo della paura
Casa editrice:
Einaudi
ISBN:
9788858436424

Veniamo da mesi in cui la paura ha comprensibilmente dominato l’orizzonte di ogni emozione umana. Marco Filoni, ripercorrendone la storia da Hobbes ai Dpcm, tra moto dell’anima e controllo politico, disegna un inaspettato ritratto del «buon uso della paura».
Perché non bisogna provare vergogna per l’aver paura: bisogna però averne rispetto, perché solo conoscendo ciò che ci incute timore possiamo comprendere le nostre inquietudini. Se deleghiamo la nostra paura ad altri in cambio dell’illusione di una sicurezza senza limiti, non faremo che rinunciare alla nostra libertà – fra le altre anche a quella di avere paura – in favore di una nuova paura, il terrore.